lunedì 2 aprile 2007

IL BINARIO MORTO DELLE VITE

Esiste un luogo delle cose perse, delle persone mai più viste. La scomparsa è solo in questa dimensione, la realtà veloce della nostra stazione. L'arrivo nel grande ventre metallico di Milano è per ogni Interregionale, Intercity o Eurostar un lento incasellarsi nel binario giusto, prima che lo sciame attivo delle vite vive si riversi in testa ai binari e via, a cascata sulle scale mobili e nell'imbuto della metro. Ma se scostiamo lo sguardo lateralmente, prima di Milano Centrale, tra ciuffi d'erba e ruggine, ci sono i treni in riparazione, e quelli in attesa di preparazione. Ed è solo più in là che affiorano i rottami, ancora densi di piombo di vagoni e locomotive che non avranno più movimento. A tutti gli effetti morti, ma visibili. Nascosti agli occhi, ma non alla pioggia. In quella rotta strana dove esistono ancora i parenti volati via, le storie franate, le ipotesi di futuro ferme sul bilancino rotto. Fuori dal tempo, perchè il tempo lo hanno già divorato tutto. Gli resta lo spazio, tra ricordi e binari. Lo spazio a margine.
Gianluca Iovine

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